Tuning: arte e follia

(servizio di Massimo, foto di Marianna e Stefano)

 

 

 

 

 

 

 

 

Stà dilagando in maniera impressionante anche in Italia il fenomeno del Tuning, ovvero l'arte di elaborare autovetture. Tre sono i cardini attorno ai quali ruota questo mondo: estetica, motore e suono. Sono finiti i tempi dell'Alpine a manetta, dei paraspruzzi e del volante foderato di peluche, tutte personalizzazioni che oggi potremmo definire l'archeologia del tuning. Oggi i veri artisti dell'elaborazione sono coloro che modificano la propria autovettura con personalizzazioni costose e laboriose.
Come detto il fenomeno del tuning sta dilagando in tutto il paese, alimentando un mercato che fattura milioni di Euro. Praticamente vietato dalla normativa italiana, questo fenomeno culturale trova comunque adepti soprattutto tra i più giovani. L'elaborazione estetica e audiofonica sono sicuramente le più applicate a discapito di quelle motoristiche proprio per problemi legali. Il vero tuner non è uno spericolato ma semplicemente un artista dedito alla trasformazione di autovetture di serie in veri propri pezzi unici. Oltre all'applicazione di accessori standard come può essere lo spoiler o le minigonne, il tuner usualmente li taglia, li sezione, li modifica, in altre parole li elabora, li personalizza e li applica sulla vettura cambiandone talvolta radicalmente l'aspetto originario. Non dimentichiamo poi le colorazioni e le pitturazioni, spesso ad aerografo, azione che conferisce un tono artistico al tutto.
C'è poi il suono. Vere e proprie elaborazione ai sistemi di riproduzione sonora, dall'impianto alle casse, dall'insonorizzazione al sistema acustico, operazioni che nella maggiorparte dei casi sacrificano il bagagliaio per far posto a casse, fili e jak. Scopo dell'operazione è il raggiungimento della perfezione.
C'è infine l'ultimo cardine: il motore. Parti meccaniche sostituite con altrettante di maggiore potenza o portata, conferiscono alla vettura qualche cavallo in più ed un rombo di classe. Il tutto non nell'interesse di correre o gareggiare ma solo di ben figurare tra amici e colleghi del settore.
Nella speranza di una prossima legalizzazione e regolamentazione non restrittiva che permetta a questo nuovo fenomeno di costume di esprimersi al massimo della sua potenzialità, godiamoci quanto si può oggi vedere sulle nostre strade.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Massimo Barbo

per TuttoTrieste.net

maggio 2007

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