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La leggenda de Tojo Marama:
viaggiatore, inventore e
motociclista
si ringrazia l'autore Franco Damiani di
Vergada
e la casa editrice Lint Editoriale Srl
per la gentile concessione alla pubblicazione del
testo sottostante
(tutti i diritti riservati - all rights reserved)
Che
collegamento c’è fra Trieste e le specialità motociclistiche del
“Dirt-Track” e dello “Speedway”? Dalle nostre ricerche, in verità un po’
faticose, è emerso che fu proprio la città giuliana la culla italiana di
queste corse – che poi ebbero fortuna e successo a Udine e in provincia
di Vicenza – e che il loro importatore fu un personaggio dal nome
curioso: Tojo Marama. Molti fra gli anziani appassionati di moto che
abbiamo intervistato a Trieste si sono ricordati – e al momento erano
dei ragazzi – della sua morte, avvenuta alla fine di una gara
all’Ippodromo di Montebello nel 1946. Sempre da loro abbiamo appreso che
Marama era molto popolare per il suo strano e marcato carisma, che
appariva evidente ad ogni suo interlocutore.
Ma chi era Tojo Marama, e da dove veniva? Appassionato di motori e
competizioni, egli viene spesso descritto come “capitano marittimo
triestino”, ma pare che amasse circondare di un alone di mistero la sua
identità anagrafica. Il suo nome da “buloto” della città vecchia, “Tojo”,
non ci deve comunque trarre in inganno: Marama era fiumano. Per la
precisione, risiedeva a Fiume, ma era nato ad Alessandria d’Egitto, e il
suo nome corretto era Marama-Toyo Adolf. Questa, però, non è l’unica
versione sulla sua origine. Testimoni viventi ci hanno assicurato che il
suo cognome originario era un cognome fiumano e che “Marama Toyo” era
una sorta di nome d’arte: “marama” è parola croata traducibile con
“foulard” e potrebbe riferirsi al fazzoletto colorato che
contraddistingueva i piloti di speedway delle varie squadre.
Si dice che il “capitano” parlasse correntemente una mezza dozzina di
lingue, dall’italiano al croato, dal tedesco all’arabo e al francese.
Nelle pause delle sue navigazioni era solito viaggiare freneticamente da
Trieste a Udine, a Milano, in Austria e negli Stati dell’Est, dove pare
abbia gareggiato con i primi specialisti della “pista lunga”. Ma ciò che
affascinò maggiormente il dinamico navigante fu quanto vide in Australia
già alla fine degli anni ’20: il “Track” su pista corta, specialità
estremamente spettacolare effettuata secondo regole particolari e,
soprattutto, con motociclette dalla stranissima foggia. Quando, nel
1931, si svolge proprio a Fiume la “Prima gara in Italia su pista di
cenere”, ovviamente c’è il suo zampino, e si tratta appunto di “pista
corta”: è il primo Speedway italiano, alla Stadio di Borgomarina, cui
partecipano corridori del posto e alcuni triestini.
Ma Marama è stato anche un inventore-ingegnere. A lui si deve la
progettazione e la costruzione, realizzata assieme al costruttore
bresciano Galbusera, di alcuni fra i più geniali prototipi di motore
pluricilindrico destinato alla motocicletta. Si tratta di un 8 cilindri
a V da 500cc a due tempi con compressore e di un 4 cilindri da 250,
equipaggiati da inediti manovellismi e alberi motore. Le due
motociclette con i rivoluzionari propulsori furono esposte al Salone
Internazionale del Ciclo e Motociclo a Milano nel 1938, e sono state
oggetto di una conferenza sull’impiego di motori pluricilindrici nel
motociclismo, tenutasi nel 2002 presso il Museo della Scienza e della
Tecnica di Milano, occasione in cui l’opera di Marama e Galbusera è
stata riportata giustamente all’attenzione degli appassionati. Dice il
moto-storico Luraschi: “Plinio Galbusera e Marama Toyo erano dei
sognatori ai quali bastava aver dimostrato che si poteva fare qualcosa
di diverso anche in campo motociclistico. Oggi avrebbero avuto maggior
fortuna […] eppure la motocicletta è diventata quello che oggi è anche,
e soprattutto, grazie a uomini come loro, disinteressati, appassionati,
forse anche un po’ ‘matti’, secondo l’opinione dei benpensanti.
(Franco Damiani di Vergada)
DATI
FORNITI DALL'EDITORE:
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AUTORE |
Franco Damiani
di Vergada |
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TITOLO |
Motociclismo a
Trieste: cent'anni di storia nella provincia giuliana |
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PAGINE |
400 |
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PR.
COP |
Euro:
30,00 |
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febbraio 2008
TuttoTrieste.net
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