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GINO COLAUSSI
Gino Colaussi nacque a Gradisca d'Isonzo (GO) nel 1914.
Giovanissimo, giungeva a Trieste da Gradisca, dove lavorava la terra con la sua famiglia, con una bicicletta sgangherata e le scarpette chiodate avvolte in una carta di giornale, per partecipare agli allenamenti della Triestina.
Le sue ottime doti calcistiche lo fecero esordire in serie A, con la Triestina, a soli 16 anni (campionato 1930/31). La sua carriera in serie A si svolse esclusivamente tra le fila della Triestina con la quale giocò ben undici stagioni, disputando 275 incontri e realizzando 47 reti. Gino Colaussi è ancora oggi il secondo giocatore dietro al grande Piero Pasinati per numero di partite disputate in maglia rossoalabardata.
Ma la sua più grande impresa, passata alla storia, si compì con la maglia della Nazionale allenata da Vittorio Pozzo. Gino fu infatti l'autore di una splendida doppietta nella finale di Francia di Coppa del Mondo del 1938, con la quale l'Italia, battendo per 4 a 2 l'Ungheria, si laureò per la seconda volta Campione del Mondo.
In azzurro Gino disputò 26 partite e realizzò 15 gol.
Gino Colaussi fa parte di quel calcio pulito e schietto privo di tanti schemi e di tante tattiche fissate a tavolino. Gino era un calciatore semplice e dotato, tutto cuore e muscoli nelle gambe, uno di quei giocatori come Rocco e Pasinati, che giocavano al calcio prima di tutto per il gusto di giocare. Il suo ruolo era ala sinistra e la sua caratteristica era la grande velocità ed il tiro micidiale.
Purtroppo la seconda guerra mondiale stroncò di brutto la splendida carriera di Colaussi che sprofondò in gravi crisi economiche dalle quali si risollevò solo molti anni dopo grazie ad una legge di tutela ai cosidetti "vecchio campioni dello sport in difficoltà", legge grazie alla quale l'atleta giuliano potè assicurarsi un vitalizio. Morì nel 1991.
Io ricordo sempre la figura pacioccona del vecchio Gino Colaussi allo stadio Grezar quando si recava immancabile con il vecchio amico Piero Pasinati a vedere gli incontri della Triestina. Ricordo la sua cortesia quando i giornalisti lo avvicinavano e ricordo i suoi racconti di gioventù con gli amici Rocco e Pasinati. Un giorno il giornalista gli chiese "lo sa che il nuovo stadio che sarà presto ultimato lo vogliono intitolare al suo amico Nereo Rocco? Cosa direbbe lui se lo sapesse?" ... e Gino Colaussi con un sorrisone rispose: "si so e xe giusto dedicarghe el stadio a lu che xe stado el più grande baloner de Trieste. Ma se Rocco el savesi el ne diria: un stadio a nome mio?!? Ma voi se tuti mati!" Un grande campione ed un uomo simpatico al quale oggi è intitolata la tribuna d'onore dello Stadio Nereo Rocco.
Massimo
Foto: Calcio2000
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