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Pettorale n.33 scudetto del tricolore, leone delle Assicurazioni Generali e ben in vista la scritta ITALIA - FRIULI VENEZIA GIULIA immersi nei colori Azzurri, hanno attraversato tutta l'Europa da Lisbona fino a Mosca. E' Aldo Maranzina, classe 1946, triestino, UNICO ITALIANO, tra molti tedeschi, giapponesi e altri maratoneti di varie nazionalità, a partecipare alla Maratona Internazionale TransEuropea di 5.200 Km. Partiti da Lisbona in 49 il 19 aprile 2003 raggiungono Mosca il 21 giugno in 22: 64 giorni ininterrotti di corsa, con qualsiasi tempo ed a qualsiasi condizione attraversando Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Polonia, Bielorussia ed infine Russia. Da Lisbona a Vendas Novas, quindi a Estremoz per oltrepassare il confine e giungere in Spagna a Pueblo Nuevo il 21 aprile (tappa n.3/64). Durante questo tragitto diversi atleti, tra i quali il nostro Aldo, sono stati colpiti da un'insolazione che ha rallentato la loro corsa e, alcuni di questi, hanno addirittura abbandonato la gara ma il nostro eroe, determinato fino all'osso, non ha mollato guardando dritto verso Mosca. Il capoluogo basco di San Sebastian è l'ultima delle tappe iberiche (n.13/64) di questa incredibile maratona ed il 2 maggio la gara entra in Francia. Dopo quasi due settimane di corsa tra le montagne e le valli francesi, il 16 maggio la competizione entra in Belgio dove fa da padrone un tempo piovoso che non ferma i maratoneti. Ed il 18 maggio è la volta della Germania dove l'alternanza di pioggia e sole, caldo e freddo, logora il fisico e tempra gli eroi. Il 29 maggio è la volta della Polonia (tappa n.41/64 Brojce) la nazione dove Aldo è amato e ricordato per la sua storica precente impresa: la Mosca-Trieste.
Il 4 giugno il gruppo arriva a Varsavia (tappa n.47/64). Ecco un gruppo di fan polacche al traguardo traguardo: Il 7 giugno, dopo una tormentata trafila doganale, la manifestazione entra in Bielorussia (tappa n.50 Ivacevicy), che è stato sicuramente uno dei tracciati più duri, in una repubblica povera economicamente ma ricca di orgoglio. La difficoltà di trovare persone che conoscessero l'inglese o il tedesco è stato un problema non indifferente per i maratoneti e per l'organizzazione. Anche il cibo è risultato povero e di scarsa qualità ma l'ospitalità degli abitanti ha saputo compensare questa carenza. Una delle tappe più suggestive è stata sicuramente la città di Minsk (n.53/64):
Il 14 giugno la gara entra finalmente in Russia, dove termina il 21 giugno con la finale a Mosca dove in onore dell'ultima tappa, si è tenuta una maratona cittadina non competitiva che ha visto la partecipazione di moltissime persone. Aldo Maranzina conclude la maratona al 14° posto con 666 ore, 21 minuti e 48 secondi e nonostante i problemi alle gambe sorti durante la maratona, ha sempre sostenuto la gara correndo, nonostante molti degli atleti, ormai stremati, avessero invece completato camminando le ultime corse giornaliere. Grazie
Aldo la televisione russa rincorre Aldo
(dati e foto per gentile concessione dell'organizzazione) 24 giugno 2003 Massimo Barbo
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