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La statua de Massimiliano (stile C&F, un toco de fantasia de Fabio Maj)
foto de Franco Sirol
Chi passi oggi per la vasta, elegante e centrale Praça Dom Pedro IV a Lisbona può ammirare, in cima ad un’alta colonna, la statua di Pedro de Alcântara Francisco António João Carlos Xavier de Paula Miguel Rafael Joaquim José Gonzaga Pascoal Cipriano Serafim de Bragança e Bourbon, che fu imperatore del Brasile (come Pedro I) e successivamente re del Portogallo (come Pedro IV). Oltre a dare il proprio nome alla piazza, che poi tutti chiamano invece Praça de Rossio, il Pedro fu buon monarca costituzionale, sia del Brasile che del Portogallo, anche se al momento opportuno, date le proprie necessità, seppe fare della sua stessa costituzione un uso improprio. Fu uomo vicino al popolo. Fu dedito alla scultura, alla pittura ed al disegno. Compose alcuni brani musicali. Fu ottimo cavallerizzo, e ben versato nelle cose militari. Fu infine dignitoso e prolifico fuligadore, che produsse sette figli con la prima moglie, uno con la seconda, cinque con la favorita, uno con la di lei sorella (la favorita aveva un mal di teeesta), uno con una suora, un pò di altri spiccioli in giro. Per dire la verità la statua non é particolarmente grande, ma in compenso la colonna su cui s’erge é particolarmente alta, tanto da non permettere di distinguere bene le fattezze effigiate. Ma qual é l’interesse per tutto ciò dalle nostre parti? Semplice: correva l’estate dell’anno 1867, ed il comandante Bolmarcich era diretto, da Trieste a Vera Cruz, in Messico, con un’importante consegna per un altissimo personaggio messicano, passando per diversi porti mediterranei e dovendo toccare anche Lisbona ove doveva scaricare un carico di stoviglie di Pilsen (320 casse di vasi in ferro smaltato bianco, bordo blu, manico d’ordinanza). Ormeggiato regolarmente, decise di farsi un bel giro a terra ed ovviamente andò a bersi una splendida birra di Pilsen in boccale di vetro con manico d’ordinanza ed accompagnamento di cicchetti portoghesi assortiti, come sopas de jota, sardoes empanais e porcinha com cren al “Cidade de Fiume”, tavernaccia dell’angiporto gestita da un ungherese che costituiva ritrovo obbligato per tuti sti marineri nostrani in cerca di colore local in Lisbona. Mentre era intento in tali adempimenti turistici, vide entrare il collega Bussanich, ciò mi ciò ti, che proprio da Vera Cruz proveniva, e con la feral notizia. Propio ben che me contè, Bolmarcich mio, che gavè a bordo la statua de Massimiliano de consegnar a Vera Cruz, perchè giusto l’altro mese i ve lo gà fusilà a Queretàro, che dove saria che ben bon, indiferente, ma che per come che me par a mi, come che i vedi la statua i ve fusila anca a vu e a tuto l’equipagio per sora, che là i fusila come rider. Orpo, ci fa ci dice Bolmarcich e desso? che figura ghe fazo a portarla indrio, che no la volarà gnissun e portarla avanti sè pezo ancora. Ve la fazo curta: tramite l’interessamento di alcuni operatori del luogo ben introdotti negli ambienti della municipalità lisbonica (o comunque funzioni l’aggettivo di “Lisbona”) e tramite il versamento di non molti escudos nelle mani del Bolmarcich medesimo (che passò il resto dei suoi giorni a raccontare che dovette butare la statua nelle acque del porto messicano per la salvezza dela nave, del equipagio come sua propria per non farsi intivare dala dogana messicana) la statua bronzea, fusa a Pilsen senza il manico regolamentare, andò a sostituire la preesistente statua in pietra del sullodato fuligador quarto (ma primo in Brasile). Il Bussanich da parte sua continuò, anche dopo il pensionamento di entambi, a scodere al Bolmarcich birete e cicheti per avergli salvato vita nave e carico.
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