Intervista esclusiva de Massimo Barbo ai

Robe Fatte Cacao

 

Leo, Zak, Teo, Mat, Diego, Linda, Ervin: in una parola sola i “Robe Fatte Cacao”


IL DIALETTO TRIESTINO PORTATO SULLO SCHERMO


Scherzare, far ridere e divertire; questi i cardini attorino ai quali il giovane gruppo cinematografico triestino dei “Robe Fatte Cacao” gira la propria produzione di cortometraggi disponibili sul web.

 

 

Come sono nati i RFC?
Amicizia, demenzialità, voglia di conquistare il mondo e birra, tanta birra.

I ruoli sono ben definiti nel gruppo o tutti fanno un pò di tutto?
Alessandro “Leo” Leonardi oltre ad essere uno dei fondatori ricopre anche il ruolo di regista, montatore e addetto agli effetti speciali al computer, Daniele “Zak” Zacchigna, Matteo “Teo” Verdiani ed Ervin Maslo sono gli attori assieme a Matteo “Mat” Medos, che è anche il costumista ed il grafico, e a Diego Piussa che collabora anche agli effetti speciali ed ai costumi. C’è poi Linda Sandalj l’attrice del gruppo. All’inizio tutti facevano un po’ di tutto ma con il passare del tempo abbiamo cercato di stabilire dei compiti a grandi linee anche se il ruolo dello sceneggiatore viene ricoperto sempre e comunque un po’ da tutti.

Come è stato ideato il nome “RobeFatteCacao”?
Dopo aver scelto il logo della Metro-Goldwyn-Mayer per uno stupido videogioco “fai da tè” mai ultimato, Leo e Zak fissavano lo schermo in cerca di un nome da sostiure a quello più noto della casa di produzione americana, quando Zak, mimando la posizione delle parole preonunciò “Robe-Fatte-Cacao”, ispirato da un vecchio collega elettricista, che con questa affermazione sottolineava la scarsa cura nell?esecuzione di un determinato lavoro.

C'è un leader tra di voi?
No! Anzi si, Leo (il quale con modestia fa un cenno per sottolineare come la volontà del gruppo sia dominante)

A cosa vi ispirate per creare un video?
Bella domanda! Secondo Zak alla situazione politica dell’universo, secondo gli altri, in parte alle canzoni di Riki Malva, in parte alla nostra mente bacata, ma sempre e comunque al grande maestro Marco Antonio Andolfi, regista del capolavoro assoluto “La croce delle 7 pietre”.

 

 

A proposito, com'è avvenuto l'incontro con Riki Malva?
Diego scoprì “I Scoverciai” e sulle parole di una loro parodia intitolata “la pension”, canzone che racconta le vicende tragicomiche di una vecchietta scippata, decidemmo di girare il video dal quale poi nacque il nostro cortometraggio più famoso “La Vecia”. Durante i preparativi del video conoscemmo sia Enrico “Riki Malva” che Fabio “Ghepier” (due de “I Scoverciai”) così quando Riki iniziò da solista, è stato naturale la continuazione del nostro rapporto.

Com'è lavorare con Riki Malva?
Magari saria cussì el lavor! El ga quasi cinquanta ani, ma el se diverti come un mulon de vinti, perfeto per noi che ne gavemo quasi trenta e se divertimo come muleti de diese! Insoma el sogno de una vita!

Come mai la scelta di portare il dialetto triestino nei vostri video?
Perchè semo triestini, e i video li femo prima de tuto per noi! In più, stiamo tentando di accaparrarci comparsate di volti noti del nostro amato capoluogo giuliano per renderli "ambasciatori della triestinità nel mondo" e qualcuno ha già dato la propria disponibilità.

Quanto tempo impiegate per girare un video e quanto tempo per il montaggio?
Per girarlo abbiamo impiegato dai dieci minuti di “Fantasmi a Trieste” alle tre giornate di “La Vecia” e “Lupi del Caos”, Tutto dipende alla varietà dei luoghi scelti per girare le scene. Per il montaggio tutto dipende da Leo: se Leo no gavessi sempre fiaca e l’hobby de lavorar, una stimana bastassi ma visto che’l se remena ala grande per bona parte del tempo utile, possiamo dire che per il montaggio ci vuole qualche mese.

Dopo tante fatiche anche un bel riconoscimento al "Bravo Ma Basta Film Festival", concorso nazionale per cortometraggi trash. Raccontateci com'è andata.
Abbiam partecipato per gioco, sino all’ultimo non pensavamo di vincere nulla, invece è stata una bella sensazione sentir pronunciare “La Vecia” con tipico accento milanese.

Cosa dobbiamo aspettarci nel futuro dei RFC?
Innanzi tutto, “La Vecia 2”, un corto horror questa volta, serio. Poi ci sono diverse cose che bollono in pentola ma per ora manteniamo il riserbo. Nel frattempo se trovassimo un simpatico filantropo disposto a redimerci dalle nostre occupazioni di operai o comunque di contributori allo sviluppo sociale di bassa soglia, potremmo definirci individui davvero soddisfatti!!!

 

Massimo Barbo - TuttoTrieste.net

febbraio 2008

 


 

 

Questa intervista è stata pubblicata sul numero 18 de

Il Meridiano settimanale di Trieste e dintorni

 

 

 

 

clicca qua per il servizio su

Riki Malva e i Robe Fatte Cacao

al Festival della Canzone Treestina

 

 

 

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