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PAROLE TRIESTINE CHE (FORSE) STIAMO DIMENTICANDO

(e che qua vi ricordo)

con preghiera di usarle, usarle e usarle ancora

 

Questa è una

SEMPLICE RACCOLTA (senza pretese di completezza) di vocaboli

estremente tipici e ricchi di colore (si spera!):

 

A

B

C

D

E

F

G

I

J

L

M

N

O

P

Q

R

S

T

U

V

Z

Conclusioni 

Ringraziamenti 

 

 

 

 

A

alteraziòn

febbre leggera

amolo

tipo di prugna

andron

atrio del palazzo

angusigolo

aguglia, tipo di pesce

apalto

tabacchino, rivendita di tabacchi

apoteca

farmacia

àpis

matita

arente / rente

vicino

armelin

albicocca

articioco

carciofo

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B

baba

donna, specialmente quelle che chiacchierano tanto

bacuco

persona vecchia e stordita (famoso il termine "vecio bacuco" = vecchio scimunito)

bagolar

andare a zonzo, andare in giro senza meta

bala

stato di ebbrezza etilica

balador

terrazzo

bamberle

stupidotto, scemotto

barba jata così veniva chiamato il gioco della mosca cieca
barbòn triglia, un tempo considerato pesce da ricchi

baredo

terreno abbandonato a se stesso, incolto e pieno di sterpi (quando una cosa è abbandonata a se stessa e quindi in disordine, si usa dire "xe tuto un baredo")

bartuela 

cardine (te salta le bartuele co te va fora co i copi = modo di dire per chi va fuori di senno)

bambàso

ovatta, bambagia

bandaio lattoniere e idraulico specializzato in lavori in lamiera come i gocciolatoi
bandon lamiera

basabanchi

bigotto, quello che è sempre in chiesa a pregare (o meglio a fare finta). Prende questo nome per il tipico modo di stare in chiesa accucciato sul banco quasi a baciarlo

basual sciocco

bavisela

vento leggero

bechèr

macellaio

befèl

ordine, comando (soprattutto in segno di ammonimento tipo romanzina)

biava

avena (oggi si usa dire far biava o darse biava per esprimere "fare a botte")

bibiez / bibiezo

lavoro lungo e complicato e magari anche un poco rognoso

bic'

un pochetto, un goccio

bieco

pezzetta

anche i grandi soldi di carta

birocio

piccolo calesse

blac

bitume, catrame

blec

pezza, bieco per rattoppare

bobici

mais e in genere tutti i grani dei cereali

brenta

botte ma anche fortuna (te ga un cul come una brenta = hai il sedere come una botte)

britola

coltellino, temperino

brivez

barbiere

borela

boccia

bubez

apprendista, aiutante, garzone (quello che fa tutto al servizio di un superiore)

budel oltre a budello, anche per camera d'aria spec.delle biciclette

buganze

geloni

buiol

pentolino per bollire

buligar

brontolio della pancia

buriana burrasca

buzarar

imbrogliare

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C

cacabus

scarto oppure argilla

cagafiasche

dicesi di chi ha il sedere basso

cagamiracoli 

dicesi di chi ama fare il prezioso 

cagarabia

dicesi di persona che si arrabbia molto facilmente e/o è sempre con il broncio

cagoia

lumaca

caìa

tirchio, avaro

caìcio

tipo di barca molto piccola

caiser

"duro" (el xe duro come el caiser)

oppure "senza valore" (no'l val un caiser)

oppure anche quel panino rotondo che oggi chiamiamo "rosetta"

o anche "bambino" ma usato come termine spregiativo

calafatà

operaio specializzato nel rivestimento interno dello scafo delle navi

calighèr

calzolaio (v. anche suster )

calìgo

nebbia

oppure per esprimere "difficoltà" (sul lavor iera calìgo ma gavemo rivà finir losteso)

calumar

abbassare

calumo cima in eccesso 

camoma

fune

usato per persona fiacca e lenta

canapè

divano

capel con l'ongia berretto con visiera

caponera

pollaio, dicesi anche di casa fatiscente

carega

sedia (termine che tutti conoscono ma pochissimi usano)

chez (dar el chez)

mandare via in malomodo, licenziare (el me ga da el chez = mi ha cacciato, mi ha buttato fuori)

chibizar

curiosare, sbirciare

chifel

panino lungo a forma di mezzaluna, cornetto

chilarsela

prendersela comoda tanto da tirare su il chilo (di peso)

ciapar

prendere, deriva dal cappio

cicara/cichera

tazzina

cicheto

bicchierino di qualcosa di alcolico (un cicheto de bira)

cioder raccogliere da terra

ciompo

che funziona male

anche per persona goffa

cistar

rubare

cisto

senza soldi, dallo slavo "pulito" per esprimere il senso di essere al verde, con le tasche pulite

clabuc

cappello

clanfa

ferro di cavallo

dicesi anche di "scarpa o piede o impronta molto grande"

a volte usato genericamente anche per denominare gli arnesi da scasso come il piede di porco

clanfer

bandaio

clanz

stradina di campagna

clinz / klinz

pene

no te capissi un klinz = non capisci nulla

no'l fa un klinz = non fa niente 

clonzi

scarpacce grosse e rozze

cluca

maniglia

cocal

gabbiano

cocòn

quel modo di raccogliere i capelli che usano fare le donne (=chignòn o crocchio)

cogolo

sasso

cogoma

casalingo per fare il caffè, caffettiera

coionar / cojonar

fare fesso, prendere in giro

colo grosso persona importante

colomba

cervello (espressione tipica "scavezado in colomba = con il cervello fuso)

coltrine tende

comato

il collare per i cavalli e i somari (essendo quel collare duro, si usa dire, quando una cosa è dura o quando uno è ubriaco, che "el xe duro comen un comato")

il termine viene usato anche per indicare il collo del cappotto

combinè

sottoveste per signore

comio

gomito (ciaparsela in comio = prendere una cantonata)

compjuter

(neologismo) computer

conzado

sistemato oppure condito

conzàr

sistemare oppure condire

(conzàr per le feste = picchiare qualcuno di santa ragione)

conzalastre

vetraio 

ma famoso una volta era quel conzalastre che veniva anche chiamato l'impiza-distuda-ferai che con un lungo bastone accendeva  di sera i fanali (gli antichi lampioni dell'illuminazione pubblica) e di mattina li spegneva, dovendo prima aprire la porticina di vetro del fanale e dopo richiuderla, il tutto sempre con questo bastone lungo. Famosa la canzone del conzalastre le cui strofe recitano:

el conzalastre, caldiere farsore, impiza e distuda ferai (veloce)

el conzalastre, caldiere caldiere farsore, impiza e distuda, impiza e distuda ferai (lento)

copìn

collottola (la parte dietro del collo o del colletto, dove la gatta prende con la bocca i gattini e dove gli esseri umani prendono l'ospite indesiderato prima di sbatterlo fuori a calci in culo

copo

tegola

corame

cuoio

crachi

garrette

arti (gambe e braccia); famose le frasi:
distirar i crachi =  andare a dormire
e
tirar i crachi = morire

cragna

sporco nero

crazola

era quello che in italiano si chiamava raganella, ovvero un attrezzo per fare rumore, un attrezzo di legno con un manico che terminava in una specie di ingranaggio e un listello che batteva sui denti de quest'ultimo come lo si faceva girare. Poi, un po' pervia del tipico rumore e un po' pervia dell'incertezza che girava attorno al suo funzionamento, il termine è passato ad indicare le automobili scassate

crepi

piatti

criel scolapasta

crodiga

pelle del maiale usata per fare la minestra (buccia di maiale)

si dice crodiga di persona poco onesta

crozole

sandali di legno

oggi si usa definire crozole un paio di scarpe rudi, grosse, pesanti, tozze, vistose

cruco

tedesco

cruziar

tormentare qualcuno

oppure preoccupare (no farme cruziar = non farmi preoccupare)

cruziarse

preoccuparsi (cruziarse l'anima = preoccuparsi tanto)

cucàr

guardare, sbirciare

cucer

autista (v.anche sofer o safer) 

cucherle

lo spioncino della porta

cucuruz

granoturco

cudic' 

diavolo

cùguluf / cugluf

tipo di panettone con un buco in mezzo

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D

daur

culo

dindio

tacchino

disfrizer

friggere

dismisiarse

svegliarsi

dispicar

staccare

dremch / trench l'impermeabile (vestito)

dura

v. bala

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E

erbeta / arbeta

barbabietola

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F

falisca

scintilla

farsora

padella (quella per far da mangiare, non quella ospedaliera!!!)

feral

fanale, lanterna

fiapo

floscio

fiepa

seme della zucca e del melone

oppure anche la patata (non il tubero però … !!!)

filovia

filobus

flaida

vestaglia, usato anche per dire di un vestito lungo e malconcio