Albaro Vescovà (Škofije)

(foto e servizio di Massimo Barbo)

Cenni storici e notizie:

Albaro Vescovà (nello stato sloveno) dista solo 1,6 Km dall’abitato di Rabuiese in territorio italiano. Nel Medioevo il paese era chiamato Scoffie, successivamente Mondelvescu (monte del vescovo) e dopo il 1500 Villa degli Alberi. Gli sloveni lo chiamarono Škofije che significa “vescovado” mentre il nome Albaro fu aggiunto per la predominanza dell’omonimo casato sul territorio. Il paese si divide in tre frazioni: Albaro Vescovà di Sotto (Spodnje Škofije o semplicemente Škofije), quello attraversato dalla statale Trieste-Capodistria, Albaro Vescovà di Mezzo (Druga Škofija) ed Albaro Vescovà di Sopra (Zgornje Škofije) queste ultime raggiungibili prendendo la strada per Antignano/Tinjan. Oltre alle tre frazioni citate, fanno parte del paese anche le piccole frazioni di Rombi, Colombar e Scoffie Quarta.

Facendo da sempre parte del Comune di Trieste e anticamente del contado di San Servolo del Vescovo di Trieste, la storia del paese è strettamente legata a quella del capoluogo giuliano, facendo quindi parte dell’Impero Austro-Ungarico e poi del Regno d’Italia. Finita la seconda guerra mondiale e perso dall’Italia tutto il territorio dell’Istria, Albaro Vescovà faceva parte del comune di Muggia ed era segnato dalla Linea Morgan che marcava il confine tra la zona B amministrata dalla Jugoslavia e la zona A del GMA (Governo Militare Alleato) anglo-americano del Territorio Libero di Trieste. Il 24 ottobre 1954 però il confine italo-jugoslavo fu fatto arretrare fino all’abitato di Rabuiese come previsto dagli accordi di Londra, segnando la definitiva perdita di oltre due terzi del territorio muggesano da parte di Trieste in favore della Jugoslavia. Il paese passò quindi alla federativa jugoslava con il conseguente esodo verso Trieste di circa 3500 abitanti autoctoni italiani; il paese si trovò così improvvisamente quasi completamente svuotato con meno di una decina di famigle rimaste sul posto. Dal 1991 fa parte della Repubblica di Slovenia e si trova in provincia di Capodistria.

Oggi il paese si presenta come un centro vivo ed attivo, cardine degli abitati circostanti, dalla linea di confine italo-slovena alle zone di Ancarano/Ankaran e Villa Decani/Dekani. Meta di molti triestini per l’acquisto di panificati e macelleria, ha un’ampia disponibilità di prodotti vinicoli ed agricoli della zona circostante. Percorrendo la strada che attraversa le tre frazioni del paese si aprono di tanto in tanto degli stupendi scorci panoramici sulla valle del Risano con vista su Elleri, Plavia di Montedoro e Trieste. (*)

Massimo Barbo – TuttoTrieste.net

La Chiesa ed il Campanile di S.Matteo (1673) in Albaro Vescovà di Sotto (Spodnje Škofije):

Altre foto:

Bibliografia:
– Dario Alberi, “Istria, storia, arte, cultura“, Lint Editoriale Trieste;
– Luciano Lago (dis. Aldo Bressanutti), “Terra d’Istria“, Lint Editoriale Trieste;
– AA.VV. “, “Istria, Cherso, Lussino, guida storico artistica“, Bruno Facchin Editore – Trieste;
– Fabio Amodeo, “Tutto Istria“, Lint Editoriale – Trieste.

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